Riflessioni e risultati – Europee 2019

di Raffaella Rojatti

Qualche riflessione sui risultati delle europee di maggio

BRAVA SIMONA!

Cominciamo con le le notizie semplici e positive: Simona Bonafé è fra i 4 candidati del PD che entrano nel Parlamento europeo per il Centro Italia.

Un bel successo anche a Rignano, dove Simona è la candidata PD che ha ricevuto più preferenze (180). Insieme a lei sono stati eletti Roberto Bartolo (a Rignano 60 preferenze), che però ha optato per l’elezione nel collegio delle Isole, e Roberto Gualtieri (da noi 167 preferenze).

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questo bel risultato.

Nicola Danti invece non ce l’ha fatta (ma da noi ha ottenuto un buon risultato, con 96 preferenze). Un vero peccato, considerata l’importanza dei dossier che aveva seguito nello scorso mandato.

UN BEL RISULTATO PER L’EUROPA!

In campagna elettorale, avevamo detto in tutte le lingue (!) che queste elezioni erano importanti per il futuro dell’Europa. Il concetto è in qualche modo passato, tant’è che a livello europeo l’affluenza alle urne è aumentata per la prima volta dal 1979, risultando la più alta degli ultimi venti anni (il 51%).

CONSIDERAZIONI LOCALI

Più in generale, a Rignano il Partito democratico è risultato (come altrove) il secondo partito più votato. In termini assoluti, il PD ha ottenuto 812 voti, (sostanzialmente in linea con gli 811 del 4 marzo 2018, ma molto sotto i 1556 delle elezioni europee del 2014).

La Lega ha invece ottenuto 1529 voti polarizzando i voti del centrodestra (laddove alle politiche del 4 marzo ne aveva 748, e nel 2014 61…). I 5 stelle infine hanno ottenuto 687 voti (contro 1411 voti il 4 marzo 2018, e 950 nel 2014).

FLUTTUAZIONI DIFFICILI DA SPIEGARE?

Al di là di altre considerazioni, sono convinta che in generale molti elettori (almeno quelli più mobili) si orientino verso chi dà la sensazione (a torto o a ragione) di avere un progetto chiaro (giusto o sbagliato, ma chiaro) e la forza per attuarlo.

Indiscutibilmente, e al di là delle diversissime capacità personali, nel 2014 questa sensazione la dava il PD di Matteo Renzi, nel 2018 i 5 stelle, oggi la Lega di Salvini.

Poi esiste anche altro, esistono i problemi reali e percepiti (anche grazie all’impatto della propaganda e dei social) e le tendenze ideologiche di ciascuno di noi, però credo che la massa degli elettori pensi al domani e che i risultati elettorali dipendono spesso più dalle aspettative future che dai risultati passati.

Credo anche che questo ci debba far riflettere e che, magari, possa anche aiutarci a “fare pace” anche chi non ha votato come noi.

In ogni caso, coraggio.  Le elezioni sono sempre un momento di grande vitalità e speranza, non torniamo troppo presto all’apatia e alla rassegnazione.

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Il governo che verrà

Del governo che (forse) nascerà e di molto altro, abbiamo discusso ieri con Jacopo Iacoboni, Ruggero Po e i tanti presenti presso la Biblioteca comunale di Rignano Flaminio.

Una bella occasione di confronto aperto e senza pregiudizi, fra persone sinceramente interessate a capire il momento che stiamo vivendo.