Rignano flaminio, dibattito sul bilancio

Sabato si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal circolo PD di Rignano, in cui si è dibattuto della situazione finanziaria del Comune e della recente decisione di aderire a un piano di riequilibrio.

E’ stata un’occasione per capire meglio alcune cose non solo su Rignano Flaminio, ma anche sui bilanci comunali in genere, molto spesso in sofferenza anche a seguito di una riforma (a regime dal 2015) finalizzata a rendere i bilanci della Pubblica amministrazione più reali e simili ai bilanci delle imprese e delle famiglie (dove si spende ciò che si ha e non ciò che si dichiara di avere).

L’incontro è stato molto partecipato. Qui riportiamo l’intervento di Vincenzo Marcorelli, vicesindaco, che ha parlato come esponente della maggioranza.

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Il governo che verrà

Del governo che (forse) nascerà e di molto altro, abbiamo discusso ieri con Jacopo Iacoboni, Ruggero Po e i tanti presenti presso la Biblioteca comunale di Rignano Flaminio.

Una bella occasione di confronto aperto e senza pregiudizi, fra persone sinceramente interessate a capire il momento che stiamo vivendo.

Non leader, ma broker

 

di Raffaella Rojatti

Il risultato elettorale del 4 marzo ha molti padri.

Credo che anche noi, come militanti e quadri del PD di Rignano flaminio, abbiamo grandi responsabilità. Da troppo tempo, il partito non esiste sul territorio, se non nelle sue diatribe interne, e noi subiamo supinamente tanto le decisioni dei livelli superiori che soprattutto gli umori dei cittadini, senza saper dare risposte o intavolare conversazioni.

Siamo abituati a chiedere il voto per il PD come si chiedono le preferenze, sulla fiducia e i rapporti personali, ma poi, finita la campagna elettorale, non abbiamo nessun dialogo con e sul territorio e ci aspettiamo che i cittadini capiscano da soli le scelte di chi governa e amministra senza nessun contributo da parte nostra. Capire scelte politiche complesse richiede uno sforzo, e noi per primi non siamo disposti a farlo e ci facciamo velo delle nostre frustrazioni personali, sul lavoro o nella società in genere, per saltare a conclusioni sommarie, pollice verso o alzato.

Eppure, questo è un approccio che non ci possiamo più permettere. Il mondo in cui viviamo, proprio perché fortemente disintermediato, ha un estremo bisogno di intermediari. I cittadini sono esposti h24 a manipolazioni, notizie false, influencer di dubbia moralità o competenza (vedere video di Pif di oggi) , fatti presentati in modo fuorviante da attori interessati quali i media (a livello nazionale) o nostri avversari (a livello locale).

Se noi non coinvolgiamo i cittadini in un dialogo costante, al momento opportuno non li troveremo dove ci aspettiamo che siano, ma da un’altra parte.

Chi mi conosce sa che anche questo era uno degli obiettivi che mi ero posta nel candidarmi alla segreteria del circolo. Io non credo che la politica locale sia separata da quella nazionale, e non credo che un partito/circolo serva solo a fare le liste per le amministrative. Dobbiamo essere organizzatori di comunità perché, come dice Cristina Tajani, più che di leader abbiamo bisogno di broker:

” In attesa di vedere come andrà a finire la storia, al PD – partito cui insieme ad altri ho deciso di aderire nel momento della sua massima difficoltà – conviene mettersi alla ricerca non di un nuovo capo dalle sperate virtù taumaturgiche, ma di nuovi “broker” sociali, quadri intermedi, organizzatori di territorio e di comunità che siano in grado di stabilire un collegamento durevole e non episodico tra i luoghi dove si fa la società e quelli dove la si interpreta e si prendono le decisioni. Possibilmente attingendo proprio da costoro per costruire una nuova leadership collettiva.”

Non assemblearismo e “uno vale uno”, ma mediazione e intermediazione. Questo è il percorso che mi interessa seguire e di cui, credo, ci sia necessità, in un periodo che vedo denso di insidie non per il PD o per la sinistra, ma per la democrazia.

 

Fuori dai talk show, fra la gente

La legge elettorale con cui designeremo i nostri rappresentanti in Parlamento il prossimo 4 marzo ha un grande vantaggio, spesso sottaciuto dai media: costringe i partiti a indicare chiaramente i propri candidati (pochi per collegio), mettendo il loro nome bene in evidenza sulla scheda, consentendone più facilmente la valutazione da parte degli elettori. 

Questa caratteristica positiva, fortemente voluta dal segretario del PD già prima della discussione della legge,  ha degli effetti importanti anche sulla campagna elettorale, perché spinge i candidati a venire sui territori e a parlare con gli elettori, uscendo dal circolo vizioso dei talk show televisivi e del clima avvelenato dei social network.

Ieri al circolo del PD di Rignano Flaminio abbiamo avuto una prova tangibile di quanto questo dettaglio possa fare la differenza,  incontrando i candidati del nostro collegio:  Paolo Anibaldi, Carlo Lucherini e Fabio Melilli. In particolare Paolo ci ha entusiasmati con il suo coraggio, la sua prontezza a “raccogliere le sfide”, il suo spessore professionale e umano.

E quindi #avanti per una campagna elettorale diversa. Una campagna in salita, forse, ma che possiamo condurre con la dignità e la determinazione che ci trasmettono i nostri candidati.

 

NB: Nel video, Paolo Anibaldi parla di sé, del lavoro fatto finora, del suo impegno passato e futuro per l’accessibilità.

Paolo Anibaldi può essere votato dai cittadini della Provincia di Rieti e dei 16 comuni della Sabina Romana (Capena, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Moricone, Nazzano, Nerola, Palombara Sabina, Ponzano Romano, Rignano Flaminio, Sant’Angelo Romano, S.Oreste, Torrita Tiberina)

Verso le elezioni

Sull’esigenza di fare la campagna elettorale fra la gente comune, un contributo di Rudy Flores:

Basta con eventi di campagna organizzati nelle hall degli hotel, in giorni infrasettimanali ed al classico orario delle 17:30! Dobbiamo dire ai candidati che non tutti gli elettori sono pensionati, impiegati pubblici o liberi professionisti, insomma borghesi. C’è una parte della società che lavoro tutti i giorni per produrre economia e benessere sociale. Piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, impiegati privati, operai, lavoratori precari manuali ed intellettuali che, a causa di questo metodo organizzativo, vengono totalmente esclusi dai comizi, dai dibattiti, dal processo di costruzione della proposta politica. [continua qui]

 

 

Obiettivo raggiunto (?), ora facciamo politica

Durante il Consiglio comunale del 23 dicembre, alcuni consiglieri iscritti al circolo PD di Rignano (di cui uno eletto in maggioranza) hanno manifestato la volontà di costituire un unico gruppo consiliare.

La costituzione del gruppo consigliare unico è in verità praticamente il solo punto del programma del nuovo segretario di cui si è dibattuto nel circolo da ottobre ad oggi. Su questo tema, in molti avevamo e abbiamo delle perplessità, come spieghiamo in questo post e in questo odg assemblea_18112017.

Tuttavia, il passo è fatto, come dimostra la dichiarazione in consiglio ascoltabile nel video che riproduciamo sotto. Ora speriamo di poter cominciare a perseguire anche altre attività politiche (come abbiamo già proposto con il gruppo sull’immigrazione). E, perché no, ad occuparci delle prossime elezioni regionali e politiche.